All'interno di una goccia d'acqua appesa alla fronda di un pino c'è la triste nebbia di un'uggiosa giornata di fine estate. Lascio vagare il mio sguardo dentro al mondo riflesso che mi preannuncia il futuro: la brezza che fa volare la bandiera mi soffia verso la casetta di montagna a mezza costa, là ove finisce la strada e il ruscello scorre rumoroso dall'alto in basso. Le stelle della volta celeste illuminano la notte e sotto l'influsso di Giove, la minaccia della Spada che pende dalla Cintura di Orione e la supervisione delle Pleiadi varco la soglia.
"Sciogli il freddo - mi apostrofa una voce - ponendo largamente legna sul fuoco e mescla la vodka alla pesca, o Taliarco, nell'anfora sabina". Odor di birra e segale all'anice permea l'accogliente e familiare antro: gli amici si ritrovano nell'atarassica serata di nebulose. All'esterno giungono le risate e i canti a pancia piena insieme al fumo dal camino. Pim, pam, pum... il vento spezza la tela del ragno e la goccia d'acqua esplode in mille frammenti. Buona notte!
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